PERCHE' E COME NASCE L'EMPATIA: il ruolo del linguaggio non verbale

 

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Il sinonimo di Empatia è Mimetismo motorio, termini che descrivono la capacità di comprensione e di vivere ciò che gli altri sentono.

E’ interessante notare che più siamo sensibili alle nostre emozioni, maggiormente riusciamo a scoprire e decifrare quelle degli altri.

Ricerche effettuate in vari paesi del mondo hanno dimostrato che chi è capace a decriptare le emozioni osservando i segni non verbali, si mostra più amabile, più disponibile e più sensibile agli occhi dell’interlocutore.

E tutto ciò avviene in maniera inconscia.

Ci ha colpiti in particolare uno studio che evidenzia come l’empatia si origini nella prima infanzia. Appena nato, il bimbo soffre quando sente un suo coetaneo piangere: questi sono i primi segni dell’empatia. Inoltre, questa manifestazione empatica avviene prima che il bebè capisca che è un soggetto separato dagli altri.

Successivamente, a partire da un anno di vita, i bimbi capiscono che il soffrire non è determinato da un evento a loro successo, bensì è sofferenza di un’altra persona.

Lo studioso Titchener usò per primo il termine “empatia”, spiegando che questa parola indica un’imitazione fisica della sofferenza di un altro, imitazione che provoca le stesse emozioni dell’altro in noi.

Soltanto all’età di due anni e mezzo il bimbo capirà che la sofferenza dell’altro appartiene a costui ma lui manterrà intatte le manifestazioni di empatia.

L’Istituto Nazionale Americano di Salute Mentale ha rilevato che diverse reazioni di empatia dipendono dall’educazione data dai genitori: i bimbi, allorché hanno visto come gli adulti reagiscono ai dispiaceri di un individuo, apprendono e manifestano maggiormente: segni dell’empatia.

(tratto e rielaborato da “L’intelligenza emotiva”, autore Daniel Goleman).

 

dr. Rudy Lanza

 

IL NON VERBALE E LA COLLERA

 

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La collera ha 2 obiettivi: intimidire l’interlocutore e prepararsi a combattere se l’intimidazione non ha successo.

Vi sono situazioni nelle quali la collera va repressa perché l’altro è più forte di noi e/o ha una posizione gerarchica elevata, per cui la si “sposta” con atteggiamenti non verbali compensativi o attraverso la manipolazione di oggetti, oppure scaricando con la pratica di alcuni sport dove l’aggressività è ritualizzata.

La lettura del corpo ci consente di comprendere qual è la gestualità che indica lo stato di collera, anche se astutamente nascosta dal soggetto che è di fronte a noi:

  • i muscoli del viso si contraggono, soprattutto a livello della mascella
  • gli occhi sono in sanpaku
  • le sopracciglia si aggrottano in modo particolare
  • le mani hanno tendenza a tendersi a pugno
  • il torace è in evidenza per apparire più pericolosi e aggressivi
  • invasione dello spazio (il territorio) dell’interlocutore.

Tuttavia, per distinguere le micro e le macro espressioni nascoste della collera è necessario seguire l’insegnamento di un esperto attraverso video, simulazioni ed esempi pratici.

dr. Rudy Lanza

 

I TENTATIVI DEL BUGIARDO DI CONTROLLARE I GESTI E LA MIMICA

 

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Chi mente cerca di controllare il corpo per non cadere in contraddizione e per non tradirsi.

Ovviamente, il corpo tenderà ad irrigidirsi, il bugiardo simulerà un sorriso o un’altra emozione per coprire quella vera che sta vivendo.Il bugiardo esperto cercherà di sincronizzare i gesti con il contenuto di che sta illustrando, ma anche con il tono e il volume della voce.La difficoltà per lui è che deve essere credibile, come lo sono i migliori attori di teatro e del cinema.

Tuttavia ciò richiede uno sforzo notevole per cui il bugiardo rischia di perdere il controllo di ciò che dice, contraddicendosi, facendo pause troppo frequenti e una mimica incoerente.
Come riconoscere la menzogna analizzando il linguaggio non verbale?

Dr. Rudy Lanza

E’ DIFFICILE ANALIZZARE IL LINGUAGGIO NON VERBALE DEI BAMBINI?

 

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Non è facile individuare i segni del comportamento non verbale nei bimbi, tuttavia la ricerca degli indicatori della menzogna risulta meno complicata.

I bambini sono più espressivi e la mimica non è ancora sfumata e complessa, per cui le manifestazioni facciali si evidenziano con maggior facilità: il controllo dei muscoli del 

viso si impara con l’età.

Ma, durante la crescita imparerà a mentire: i genitori insegneranno a dire bugie perché viva in società senza troppi problemi.
Va detto anche che i bimbi hanno tendenza ad inventare o a deformare dei vissuti. E qui diventa difficile scoprire la menzogna perché il bimbo crede veramente alla storia da lui inventata.

Inoltre, durante l’infanzia, si manifestano in minore misura i segni dell’ansia, della colpa o della paura, elementi comunque utili per indovinare una bugia.

 

 Dr. Rudy Lanza

I VOLTI DELLA MENZOGNA

I VOLTI DELLA MENZOGNA

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Chi vuole raccontarci una bugia usa determinate parole e frasi, con la convinzione che l’altra persona gli crederà.
Un bugiardo esperto riuscirà a farla franca, tuttavia potrebbe venire scoperto da uno specialista dell’analisi del linguaggio non verbale.Infatti, il corpo non mente. E questo avviene poiché non è assolutamente facile controllare i movimenti delle mani e la mimica del viso in quanto questi avvengono involontariamente.
Ma il bugiardo si rende conto di questo punto debole: e sapete che cosa mette in atto? Simula un’emozione finta: il sorriso finto è la maschera usata più spesso perché è la più facile da assumere.
Ma ancora qui: un esperto della CNV è in grado di capire la differenza tra un’emozione vera e una creata artificiosalmente.

 

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